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Tendenze

La swapping mania

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Saranno i tempi di crisi ormai sulla bocca di tutti, sarà che i saldi sono praticamente finiti, ma l’amore, le tendenze più strane, più vintage, più pazze per la moda, quelle restano, non c’è dubbio.

La voglia di farsi notare, specialmente tra le donne non è una novità. Talvolta (spesso) si invidiano, per una borsa o un paio di peep-toe all’ultimo grido. Fatto sta che non sempre si può spendere e spandere, vuoi per una questione morale, vuoi solo perchè il portafoglio è quasi vuoto a fine mese.

Ed è per questo che da un po’ di mesi a questa parte in Italia, da qualcuno in più negli States e in Inghilterra, dove è nato il fenomeno, c’è una nuova tendenza, meno costosa, più colorata e molto molto particolare: lo swapping. Il termine viene ripreso dall’ambiente della finanza, ma con essa c’entra ben poco.

Sì perchè in origine si intende uno scambio di flussi di cassa tra due controparti. E in effetti, lo swapping è proprio uno scambio tra due controparti, sì ma in questo caso è un vero e proprio baratto, di scarpe, maglie, cappotti, borse, cinture e chi più ne ha più ne scambi.

Probabilmente sarà solo una moda momentanea, forse è la tendenza a liberarsi delle proprie cose, spesso e volentieri troppe, tanto da non entrare più nell’armadio. O, più probabilmente il tutto è dovuto proprio a questa crisi, della quale si parla tanto, ma che in pratica non ha in alcun modo contribuito ad abbassare i prezzi.

Lo swapping tende a diventare perciò un’occasione di incontro senza metter mano al portafoglio, che finisce col diventare un aperitivo, o meglio un vero party. Spesso sono fatti tra amiche o conoscenti, a casa di qualcuno. Si portano le proprie cose, quelle che ormai sono “passate”, si beve un caffè, si mangia qualcosa, e poi…via allo swap! Il tutto senza spendere niente, ma rinnovando un po’ il look e lo stile. Molto vintage come idea, solo più nella cerchia di pochi, e quindi appunto tra amici.Anzi si può rimanere stupefatti sulle molte, moltissime cose che rincarano continuamente, benzina, autostrade (2,4% in più), trasporti, e i prodotti alimentari. Tanti commercianti nel 2009 però si sono purtroppo trovati costretti a concludere le loro attività. Quasi 20000 hanno chiuso i battenti, più al nord Italia, molti bar e ristoranti o i negozi “storici” e artigiani.

Ma non mancano neanche luoghi più grandi ,reali negozi, con personale e tutto quanto, che nascono come funghi in tutta Italia.

Il criterio è molto simile ai classici negozi vintage, dove si portano i capi usati, non quelli sulla via della pattumiera però, cui viene dato un valore, e poi vengono ovviamente lavati e messi a disposizione, per essere swappati.
Il fenomeno arriva anche sulla rete, dove tutto è a portata di click e con una scelta maggiore, con un’attenzione maggiore alla fregatura, sempre vicina purtroppo.

Nascono dunque, in modo inevitabile c’è da dire a questo punto, perchè ormai si può veramente scrivere tutto su qualsiasi argomento. I consigli in primo piano, le tendenze, le città più aggiornate, tutto in relazione allo swap. Che sia una moda divertente è indubbio, che sia economicamente sostenibile anche, ma la generosità per chi ne ha bisogno un po’ più di noi, ogni tanto sarebbe ben accetta. Si rimarrebbe con qualche spazio in più nell’armadio, ma con un peso in meno, forse.

Tags : modaswapswappingTendenzevintage

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