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I G.A.S. Una vera e propria moda

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Chi conduce una vita fatta di piccole attenzioni all’ambiente che lo circonda ed al risparmio, probabilmente ha già sentito parlare dei G.A.S.

I G.A.S. sono gruppi di acquisto solidale, ovvero dei gruppi omogenei di persone che, accomunate dall’identità geografica e dalla voglia di risparmiare e mettere sulla tavola qualcosa di fresco e genuino allo stesso tempo, decidono di rivolgersi direttamente alle aziende del settore per acquistare grossi quantitativi di merce che poi verrà condivisa. In questo modo , oltre alla qualità dei prodotti, sarà assicurato anche un grosso margine di risparmio perché vengono a mancare tutti i canali distributivi intermedi tra il produttore ed il consumatore.

La notizia interessante, non che l’attenzione per gli alimenti sani non lo sia, diventa ancora più ghiotta quando nella concezione dei G.A.S. entra anche un produttore di merce non esattamente commestibile.
Stiamo parlando di Fabio Travenzoli e Luigi Parinello, due imprenditori, hanno deciso di cominciare a produrre e vendere le loro scarpe di alta qualità unicamente attraverso i Gruppi Solidali.

Anche l’abbigliamento quindi si affaccia con un po’ di timidezza in questa nuova realtà, in un mercato molto più sensibile di un tempo alle esigenze economiche, dove i target sono assolutamente più ricettivi, è vero, ma anche molto più critici e con capacità alte di discernimento.

Succede così che un paio di scarpe, di cui resta indiscutibile la qualità, vengano vendute al prezzo di circa 40 euro, contro i 100/150 euro previsti come spesa per il consumatore finale, una volta che ogni distributore intermediario abbia guadagnato la percentuale che spetta al suo lavoro.

Questo primo tentativo dell’azienda Fanese apre le porte quindi ad una tipologia di marketing tutta nuova, che prende a piene mani dalle idee dei consumatori piuttosto che dagli uffici commerciali delle stesse realtà aziendali.

Un rischio, non c’è dubbio, ma anche un plauso di grande coraggio, oltre che di estesa sensibilità. Ed in questa sorta di “ribellione” organizzata nei confronti di chi manipola i prezzi finali, a torto o a ragione, è possibile intravedere anche imprenditori stufi di dover sottostare alle logiche di un mercato che è statico ma anche purtroppo, saturo.

A quanto pare, dopo la presentazione del progetto (che è immediatamente diventato realtà), tramite la televisione, grazie al programma “Report”, l’azienda ha ricevuto migliaia di mail con richieste di informazioni e reperibilità del prodotto anche oltre il confine pesarese, il che indica che l’idea ha ottenuto un consenso molto alto da parte dei consumatori.

Un grande contributo a questa tipologia di nuova vendita proviene ovviamente da internet, dove è sempre più facile gestire buona parte delle operazioni legate alla presentazione dei prodotti, alla raccolta degli ordini ed al loro smistamento.

Non sarà quindi strano che questo esperimento, visto il suo successo, sarà esteso via via ad altri settori legati alla moda: potrebbe essere una nuova ed innovativa soluzione di vendita, che beneficerà del passaparola più che delle costose strategie pubblicitarie tradizionali.

In un prossimo futuro potremo trovarci davanti a G.A.S. specializzati in altri prodotti di abbigliamento, in effetti la domanda, stando ai dati, esiste ed è fervente, quello che basterà sarà un altro paio di imprenditori coraggiosi.

Tags : moda responsabileTendenze

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